LA POESIA DI UN RACCONTO ETERNO VESTE I SOGNI DI PADRI E FIGLI

LA POESIA DE “IL PICCOLO PRINCIPE”

“Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre eternamente costretti a spiegar loro le cose”“Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano” ed “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” sono solo alcune delle frasi che hanno contribuito a fare de “Il Piccolo Principe” non una semplice storia per bambini, ma un romanzo di formazione senza età, una favola di educazione sentimentale per grandi e piccoli.  

 

Rivolgendo lo sguardo al racconto di Antoine De Saint-Exupery e ai suoi diversi piani di lettura, Julipet ha creato l’Artist Edition per la stagione invernale 2022/23 in cui padri e figli si incontrano nel nome del piccolo eroe che ha intenerito e fatto rifletter intere generazioni. Ed è proprio lui, con il suo volto, seduto sulla luna o a bordo di un aeroplanino rosso, a rincorrersi sui pantaloni con bordure in stile tuta e sulle maglie girocollo e a serafino 3 bottoni dei pjs father&son in Interlock 100% cotone. Nel nome della poesia e della visionarietà dell’opera, le cui illustrazioni ad acquerello vennero realizzate dallo stesso autore, Julipet celebra così la purezza dell’amore genitoriale e filiale codificandolo in un Nightwear senza tempo. 

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Beachwear 2022

Julipet Loves Italy

Che cosa hanno in comune Portofino, Vieste, Marzamemi, Villasimius e Positano? Oltre ad essere alcune delle spiagge e delle località di mare italiane più celebri ed amate anche all’estero, sono le Muse dell’Artist Edition “Un’estate Italiana” di Julipet per il Beachwear.  

Una collezione dedicata alle bellezze della Penisola, rappresentate da stampe e disegni che scelgono il tessuto dei boxer come tele.

A fare capolino sono così le case dai toni pastello affastellate sulla piazzetta acciottolata che si tuffa nel mare, le chiese, il castello e il faro della perla del golfo del Tigullio; la costa frastagliata tutta insenature, grotte e faraglioni del gioiello del Gargano; la magia dell’antico villaggio di pescatori siciliani che della tonnara hanno fatto una religione e dell’accoglienza un credo; la natura incontaminata delle acque cristalline di Porto Giunco e della selvaggia macchia mediterranea dell’isola dei Nuraghi; il pittoresco comune della Costiera Amalfitana che incanta con le sue case colorate e si veste della luce caleidoscopica delle maioliche.

A questi luoghi inneggia la collection di Julipet che, strizzando l’occhio al turismo, diventa cartolina delle bellezze d’Italia nel nome del suo stile, sempre riconoscibile.

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Artist Edition PE 2022

Julipet Loves Italy

Winewear 2021

Enoblogger e Cantina Contratto

Enoblogger – Wine Communicator
Emanuele Trono, Laureato in Business and Management all’università di Economia di Torino, ha frequentato i corsi di sommelier Ais ed ha completato un Master in Italian Wine Culture presso l’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN).
Enoblogger, è un progetto nato dalla sua passione per il vino e la sua voglia di condividerla. Il suo obiettivo è stato ed è tutt’ora quello di alimentare il buon bere e far conoscere nuove competenze, creando un punto di riferimento che svecchia la materia e la rende fresca ed accessibile anche ai meno esperti.
Ha iniziato aprendo i profili social per mostrare le bottiglie che apriva, le cantine che visitava, i viaggi che intraprendeva e i ristoranti in cui andava a mangiare.
Quando le aziende hanno cominciato a contattarlo per collaborare, ha visto l’interesse crescere e ora la sua professione è quella dell’imprenditore digital. Infatti, con il profilo Enoblogger, conta 96 mila followers, posizionandosi tra i più importanti influencers d’Italia nel
settore del vino.

Cantina Contratto
Contratto fu fondata da Giuseppe Contratto nel 1867. La cantina è conosciuta come il più vecchio produttore di vini Spumanti in Italia. In effetti, il metodo classico 1919 Contratto Extra Brut fu il primo vino Spumante millesimato mai prodotto nel paese.
La cantina ha una storia lunga e prestigiosa. Alla fine del ventesimo secolo, i suoi vini lasciavano Canelli per destinazioni in tutto il mondo (prevalentemente verso casati reali), e Contratto era il fornitore personale del Vaticano come anche della famiglia reale italiana. Riconoscimenti e medaglie da esposizioni e gare internazionali dell’ epoca mettono in evidenza la ragione per la quale il nome di Contratto è stato per lungo tempo sinonimo di prestigio e qualità nel mondo dei vini frizzanti.
Le grandiose cantine storiche della Contratto rappresentano un vero tesoro e sono tra le più belle in Italia. Queste enormi cantine sotterranee, che coprono più di 5000 metri quadri, sono state costruite nel cuore della collina che protegge la piccola città di Canelli (AT), scavate nel tufo calcareo fino ad una profondità di 32 metri. Le cantine mantengono la temperatura costante e naturale di 13 gradi ed il tasso di umidità ideale costituiscono un ambiente perfetto per la fermentazione in bottiglia e la maturazione lenta dei vini ottenuti seguendo il metodo classico.

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Spring Summer 2020

Ugo Nespolo

Ugo Nespolo nasce a Mosso (BI), si diploma all’Accademia Albertina di Belle Arti a Torino e si Laurea in Lettere Moderne.
La sua arte è strettamente legata al vivere quotidiano e carica di apporti concettuali: “non si può fare arte senza riflettere sull’arte”. L’oggetto è al centro delle sue ricerche, è mezzo espressivo, linguaggio creativo; viene estrapolato dal suo uso comune ed acquista valore di opera d’arte.
Allo stesso modo non dimentica il passato, lo rivisita, lo reinterpreta, lo rende attuale attraverso la citazione e la rievocazione, dandogli nuova vita, rendendolo spunto di riflessione.
Biografia
Nei Anni Sessanta l'Artista Nespolo fa parte della Galleria Schwarz di Milano che conta tra i suoi artisti Duchamp, Picabia, Schwitters, Arman. La sua prima mostra milanese, presentata da Pierre Restany, dal titolo “Macchine e Oggetti Condizionali” rappresenta il clima e le innovazioni del gruppo che Germano Celant chiamerà Arte Povera.

Negli Anni Sessanta si trasferisce a New York dove si lascia travolgere dalla vita cosmopolita della metropoli e subisce il fascino della nascente Pop Art, mentre negli Anni Settanta milita negli ambienti concettuali e poveristi.
Nel 1967 è pioniere del Cinema Sperimentale Italiano a seguito dell’incontro con Jonas Mekas, P. Adams Sitney, Andy Warhol, Yōko Ono, sulla scia del New American Cinema. Assieme a Mario Schifano, Nespolo si dedica al Cinema d’Avanguardia e realizza numerosi film che hanno come protagonisti gli amici e colleghi Enrico Baj, Michelangelo Pistoletto e Lucio Fontana. I suoi film sono stati proiettati e discussi in importanti musei tra i quali il Centre Pompidou a Parigi, la Tate Modern a Londra, la Biennale di Venezia. Assieme a Enrico Baj Nespolo fonda L’Istituto Patafisico Ticinese ed è, ad oggi, riconosciuto come una delle più alte autorità nel campo. Nonostante le contaminazioni americane non dimentica gli insegnamenti delle Avanguardie europee; è infatti molto marcata l’influenza di Fortunato Depero dal quale Nespolo trae il concetto di un’arte ludica che pervade ogni aspetto della vita quotidiana. Il concetto di arte e vita (che è anche il titolo di un libro pubblicato dall’artista nel 1998) sta alla base dell’espressività di Nespolo ed è eredità del Movimento Futurista: “Manifesto per la Ricostruzione Futurista dell’Universo” (1915).
Da qui anche il suo interesse per il design, l’arte applicata e la sperimentazione creativa in disparati ambiti quali la grafica pubblicitaria, l’illustrazione, l’abbigliamento, scenografie e costumi di opere liriche.
Sicuro che la figura dell’artista non possa non essere quella di un intellettuale, studia e scrive con assiduità dei fatti e delle discipline che han da fare con l’estetica e il sistema dell’arte.
Nel Gennaio 2019 l’Università di Torino gli conferisce la Laurea Honoris Causa in Filosofia.

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Artist Edition 2020

Ugo Nespolo

Spring Summer 2020

Nando Crippa

Modellare la terra per dar forma a figure è il gesto più presuntuoso che un uomo possa compiere. Credo sia proprio in questo gesto che si arriva davvero a comprendere perché nel vocabolario dell’arte è così importante la parola creazione. Il lavoro di Nando Crippa è il processo di sedimentazione di un immaginario collettivo che è passato attraverso le vergini di Willendorf o di Brassempouy, ma che si è anche caricato di un’iconografia della modernità che ritroviamo nelle pubblicità delle vecchie riviste. Le sue figure sono quasi sempre anche archetipi: le donne sono un po’ Eva e un po’ Penelope, ma non riescono a trovare fra le figure maschili i loro Adamo o i loro Ulisse. Non c’è, nei personaggi di questo artista, la follia di Don Chisciotte a sorreggere l’azione; sono passeggeri fermi alla stazione, che non salgono su nessun treno solo perché hanno dimenticato la loro destinazione (il loro destino). In loro c’è sempre una specie di enigma da penetrare, che non è l’esercizio intellettuale o ermetico (forse alchemico?) della Melancholia di Dürer, ma piuttosto quello metafisico o esistenziale, come nel De Chirico di Enigma dell’arrivo e della sera. Stanno al margine di una scacchiera vuota (abbandonata?) e hanno dimenticato le regole del gioco. O forse devono ancora inventarle.

Artist Edition 2020

Nando Crippa

Spring Summer 2019

Cracking Art

Il movimento Cracking Art nasce nel 1993: l'intenzione è quella di cambiare radicalmente la storia dell'arte attraverso un forte impegno sociale e ambientale che unito all'utilizzo rivoluzionario dei materiali plastici mette in evidenza il rapporto sempre più stretto tra vita naturale e realtà artificiale. La dimensione corale del gruppo non limita l'espressione individuale delle singole voci: gli artisti lavorano anche in modo indipendente interpretando, ciascuno secondo le proprie esigenze, le problematiche e le tensioni del nostro tempo.

Artist Edition 2019

Cracking Art

Fall Winter 2018-19

Chiara Del Maso

Chiara Dal Maso nasce a Thiene (VI) nel 1989. Da sempre ama creare immagini e sperimentare. Frequenta l’Istituto d’arte a Nove e successivamente Scuola Italiana Design a Padova. Conclusi gli studi intraprende diverse esperienze lavorative in Canada, Danimarca e Svezia, per poi trasferirsi a Milano dove da 4 anni vive e lavora come illustratrice e graphic designer. Nel 2016 fonda SuperUltraBlu per cimentarsi anche con video arte e motion design. Nel 2017 dà vita assieme agli amici disegnatori al collettivo Drinchendrò, con il quale organizza workshop ed eventi a tema illustrazione, principalmente a Milano. Inizia inoltre il progetto annuale “Everyday Distraction” (un disegno al giorno per un anno) con il quale realizza la sua prima mostra personale a Bologna, in occasione di Bilbolbul Festival. Ha collaborato con realtà come MiAmi Festival e AMA Music Festival. I suoi lavori sono stati pubblicati da molti siti e riviste tra cui It’s Nice That, So Young Magazine, PELO Magazine, Volve.

Fall Winter 2017-18

Nando Crippa

Modellare la terra per dar forma a figure è il gesto più presuntuoso che un uomo possa compiere. Credo sia proprio in questo gesto che si arriva davvero a comprendere perché nel vocabolario dell’arte è così importante la parola creazione. Il lavoro di Nando Crippa è il processo di sedimentazione di un immaginario collettivo che è passato attraverso le vergini di Willendorf o di Brassempouy, ma che si è anche caricato di un’iconografia della modernità che ritroviamo nelle pubblicità delle vecchie riviste. Le sue figure sono quasi sempre anche archetipi: le donne sono un po’ Eva e un po’ Penelope, ma non riescono a trovare fra le figure maschili i loro Adamo o i loro Ulisse. Non c’è, nei personaggi di questo artista, la follia di Don Chisciotte a sorreggere l’azione; sono passeggeri fermi alla stazione, che non salgono su nessun treno solo perché hanno dimenticato la loro destinazione (il loro destino). In loro c’è sempre una specie di enigma da penetrare, che non è l’esercizio intellettuale o ermetico (forse alchemico?) della Melancholia di Dürer, ma piuttosto quello metafisico o esistenziale, come nel De Chirico di Enigma dell’arrivo e della sera. Stanno al margine di una scacchiera vuota (abbandonata?) e hanno dimenticato le regole del gioco. O forse devono ancora inventarle.

Spring Summer 2017

Sonia Beriotto

Tatuatrice specializzata in tatuaggi tradizionali. Lavora presso il “Ladies&Gentlemen Tattoo Shop” di Vicenza. Julipet per San Valentino propone una capsule ispirata al mondo dei tatuaggi “traditional”: uno stile unico e riconoscibile con la collaborazione dell’artista. La proposta si articola intorno a capi homewear che coniugano stile e comfort. Una tuta girocollo con pantalone in contrasto blu, una felpa con cappuccio avvolgente e un pantalone jogging scelgono una personalizzazione fortemente caratterizzata e dall’alto contenuto moda. Completa l’offerta un boxer in popeline bianco arricchito da un cuore fiammeggiante per una romantica idea regalo pensata appositamente per la festa degli innamorati. Gli iconici tatuaggi sono stati disegnati dall’abile mano di Sonia Beriotto, rinomata tatuatrice vicentina.

Spring Summer 2017

Nando Crippa

Modellare la terra per dar forma a figure è il gesto più presuntuoso che un uomo possa compiere. Credo sia proprio in questo gesto che si arriva davvero a comprendere perché nel vocabolario dell’arte è così importante la parola creazione. Il lavoro di Nando Crippa è il processo di sedimentazione di un immaginario collettivo che è passato attraverso le vergini di Willendorf o di Brassempouy, ma che si è anche caricato di un’iconografia della modernità che ritroviamo nelle pubblicità delle vecchie riviste. Le sue figure sono quasi sempre anche archetipi: le donne sono un po’ Eva e un po’ Penelope, ma non riescono a trovare fra le figure maschili i loro Adamo o i loro Ulisse. Non c’è, nei personaggi di questo artista, la follia di Don Chisciotte a sorreggere l’azione; sono passeggeri fermi alla stazione, che non salgono su nessun treno solo perché hanno dimenticato la loro destinazione (il loro destino). In loro c’è sempre una specie di enigma da penetrare, che non è l’esercizio intellettuale o ermetico (forse alchemico?) della Melancholia di Dürer, ma piuttosto quello metafisico o esistenziale, come nel De Chirico di Enigma dell’arrivo e della sera. Stanno al margine di una scacchiera vuota (abbandonata?) e hanno dimenticato le regole del gioco. O forse devono ancora inventarle.