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ARTIST EDITION

L’arte entra nel cassetto più intimo del guardaroba e si diverte a creare fantasie esclusive per l’underwear maschile. Nascono così le “capsule collection” firmate da artisti e designer che trasformano un semplice capo di biancheria in un pezzo unico.

Nando Crippa

Spring Summer 2020
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Modellare la terra per dar forma a figure è il gesto più presuntuoso che un uomo possa compiere. Credo sia proprio in questo gesto che si arriva davvero a comprendere perché nel vocabolario dell’arte è così importante la parola creazione. Il lavoro di Nando Crippa è il processo di sedimentazione di un immaginario collettivo che è passato attraverso le vergini di Willendorf o di Brassempouy, ma che si è anche caricato di un’iconografia della modernità che ritroviamo nelle pubblicità delle vecchie riviste. Le sue figure sono quasi sempre anche archetipi: le donne sono un po’ Eva e un po’ Penelope, ma non riescono a trovare fra le figure maschili i loro Adamo o i loro Ulisse. Non c’è, nei personaggi di questo artista, la follia di Don Chisciotte a sorreggere l’azione; sono passeggeri fermi alla stazione, che non salgono su nessun treno solo perché hanno dimenticato la loro destinazione (il loro destino). In loro c’è sempre una specie di enigma da penetrare, che non è l’esercizio intellettuale o ermetico (forse alchemico?) della Melancholia di Dürer, ma piuttosto quello metafisico o esistenziale, come nel De Chirico di Enigma dell’arrivo e della sera. Stanno al margine di una scacchiera vuota (abbandonata?) e hanno dimenticato le regole del gioco. O forse devono ancora inventarle.

Cracking Art

Spring Summer 2019

The Cracking Art movement was founded in 1993: The intention is to radically change the history of art through a strong social and environmental commitment that combined with the revolutionary use of plastic materials highlights the even closer relationship between natural life and artificial reality. The group’s choral dimension does not limit the individual expression of the individual voices: the artists also work independently interpreting, each according to their own needs, the problems and tensions of our time.

Chiara Del Maso

Fall Winter 2018-19

Chiara Dal Maso nasce a Thiene (VI) nel 1989. Da sempre ama creare immagini e sperimentare. Frequenta l’Istituto d’arte a Nove e successivamente Scuola Italiana Design a Padova. Conclusi gli studi intraprende diverse esperienze lavorative in Canada, Danimarca e Svezia, per poi trasferirsi a Milano dove da 4 anni vive e lavora come illustratrice e graphic designer. Nel 2016 fonda SuperUltraBlu per cimentarsi anche con video arte e motion design. Nel 2017 dà vita assieme agli amici disegnatori al collettivo Drinchendrò, con il quale organizza workshop ed eventi a tema illustrazione, principalmente a Milano. Inizia inoltre il progetto annuale “Everyday Distraction” (un disegno al giorno per un anno) con il quale realizza la sua prima mostra personale a Bologna, in occasione di Bilbolbul Festival. Ha collaborato con realtà come MiAmi Festival e AMA Music Festival. I suoi lavori sono stati pubblicati da molti siti e riviste tra cui It’s Nice That, So Young Magazine, PELO Magazine, Volve.

Nando Crippa

Fall Winter 2017-18

Modellare la terra per dar forma a figure è il gesto più presuntuoso che un uomo possa compiere. Credo sia proprio in questo gesto che si arriva davvero a comprendere perché nel vocabolario dell’arte è così importante la parola creazione. Il lavoro di Nando Crippa è il processo di sedimentazione di un immaginario collettivo che è passato attraverso le vergini di Willendorf o di Brassempouy, ma che si è anche caricato di un’iconografia della modernità che ritroviamo nelle pubblicità delle vecchie riviste. Le sue figure sono quasi sempre anche archetipi: le donne sono un po’ Eva e un po’ Penelope, ma non riescono a trovare fra le figure maschili i loro Adamo o i loro Ulisse. Non c’è, nei personaggi di questo artista, la follia di Don Chisciotte a sorreggere l’azione; sono passeggeri fermi alla stazione, che non salgono su nessun treno solo perché hanno dimenticato la loro destinazione (il loro destino). In loro c’è sempre una specie di enigma da penetrare, che non è l’esercizio intellettuale o ermetico (forse alchemico?) della Melancholia di Dürer, ma piuttosto quello metafisico o esistenziale, come nel De Chirico di Enigma dell’arrivo e della sera. Stanno al margine di una scacchiera vuota (abbandonata?) e hanno dimenticato le regole del gioco. O forse devono ancora inventarle.

Sonia Beriotto

Spring Summer 2017

Tatuatrice specializzata in tatuaggi tradizionali. Lavora presso il “Ladies&Gentlemen Tattoo Shop” di Vicenza. Julipet per San Valentino propone una capsule ispirata al mondo dei tatuaggi “traditional”: uno stile unico e riconoscibile con la collaborazione dell’artista. La proposta si articola intorno a capi homewear che coniugano stile e comfort. Una tuta girocollo con pantalone in contrasto blu, una felpa con cappuccio avvolgente e un pantalone jogging scelgono una personalizzazione fortemente caratterizzata e dall’alto contenuto moda. Completa l’offerta un boxer in popeline bianco arricchito da un cuore fiammeggiante per una romantica idea regalo pensata appositamente per la festa degli innamorati. Gli iconici tatuaggi sono stati disegnati dall’abile mano di Sonia Beriotto, rinomata tatuatrice vicentina.

Nando Crippa

Spring Summer 2017

Modellare la terra per dar forma a figure è il gesto più presuntuoso che un uomo possa compiere. Credo sia proprio in questo gesto che si arriva davvero a comprendere perché nel vocabolario dell’arte è così importante la parola creazione. Il lavoro di Nando Crippa è il processo di sedimentazione di un immaginario collettivo che è passato attraverso le vergini di Willendorf o di Brassempouy, ma che si è anche caricato di un’iconografia della modernità che ritroviamo nelle pubblicità delle vecchie riviste. Le sue figure sono quasi sempre anche archetipi: le donne sono un po’ Eva e un po’ Penelope, ma non riescono a trovare fra le figure maschili i loro Adamo o i loro Ulisse. Non c’è, nei personaggi di questo artista, la follia di Don Chisciotte a sorreggere l’azione; sono passeggeri fermi alla stazione, che non salgono su nessun treno solo perché hanno dimenticato la loro destinazione (il loro destino). In loro c’è sempre una specie di enigma da penetrare, che non è l’esercizio intellettuale o ermetico (forse alchemico?) della Melancholia di Dürer, ma piuttosto quello metafisico o esistenziale, come nel De Chirico di Enigma dell’arrivo e della sera. Stanno al margine di una scacchiera vuota (abbandonata?) e hanno dimenticato le regole del gioco. O forse devono ancora inventarle.

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