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ARTIST EDITION

Art enters the most intimate drawer of the wardrobe and enjoys creating exclusive fantasies for men’s underwear. This is how the "capsule collection" signed by artists and designers were born, transforming a simple item of linen into a unique piece.

Ugo Nespolo

Spring Summer 2020
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Ugo Nespolo was born in Mosso (BI), he took a diploma in the Albertina Academy of Fine Arts in Turin and graduated in Modern Literature.His art is closely linked to everyday life and full of conceptual contributions: "you cannot make art without reflecting on art". Object is the focus of his research, it is a means of expression, a creative language; it is extrapolated from its common use and acquires the value of a work of art.
In the same way, he does not forget the past, he revisits it, reinterprets it, makes it current through quotation and evocation, giving it new life, making it food for thought. Biography
In the Sixties the Artist Nespolo was part of the Schwarz Gallery in Milan which counted Duchamp, Picabia, Schwitters, Arman among its artists. His first exhibition in Milan, presented by Pierre Restany, named “Machines and Conditional Objects” represented the climate and innovations of the group that Germano Celant would call Poor Art. Read more

Continue Biography In the Sixties he moved to New York where he let himself be overwhelmed by the cosmopolitan life of the metropolis and underwent the fascination of the nascent Pop Art, while in the Seventies he lived and fought in conceptual and poor environments.
In 1967 he was a pioneer of Italian Experimental Cinema following the meeting with Jonas Mekas, P. Adams Sitney, Andy Warhol, Yōko Ono, in the wake of New American Cinema. Together with Mario Schifano, Nespolo dedicated himself to avant-garde cinema and made numerous films starring his friends and colleagues Enrico Baj, Michelangelo Pistoletto and Lucio Fontana. His films have been screened and discussed in important museums including the Centre Pompidou in Paris, the Tate Modern in London, the Venice Biennale.
Together with Enrico Baj, Nespolo has founded the Ticinese Pataphysical Institute and is, to date, recognized as one of the highest authorities in the field.
Despite the American influences, he has never forgotten the teachings of the European avant-gardes; very marked the influence by Fortunato Depero from which Nespolo has drawn the concept of a playful art that pervades every aspect of daily life. The concept of art and life (which is also the title of a book published by the artist in 1998) is the basis of Nespolo's expressiveness and is a legacy of the Futurist Movement: "Manifesto for the Futurist Reconstruction of the Universe" (1915).
Hence also his interest in design, applied art and creative experimentation in various fields such as advertising graphics, illustration, clothing, sets and costumes for operas.
Sure that the figure of the artist cannot fail to be that of an intellectual, he studies and writes assiduously about the facts and disciplines that have to do with aesthetics and the art system.
In January 2019 the University of Turin has awarded him the Honoris Causa Degree in Philosophy.

Nando Crippa

Spring Summer 2020
Scopri tutti

Modellare la terra per dar forma a figure è il gesto più presuntuoso che un uomo possa compiere. Credo sia proprio in questo gesto che si arriva davvero a comprendere perché nel vocabolario dell’arte è così importante la parola creazione. Il lavoro di Nando Crippa è il processo di sedimentazione di un immaginario collettivo che è passato attraverso le vergini di Willendorf o di Brassempouy, ma che si è anche caricato di un’iconografia della modernità che ritroviamo nelle pubblicità delle vecchie riviste. Le sue figure sono quasi sempre anche archetipi: le donne sono un po’ Eva e un po’ Penelope, ma non riescono a trovare fra le figure maschili i loro Adamo o i loro Ulisse. Non c’è, nei personaggi di questo artista, la follia di Don Chisciotte a sorreggere l’azione; sono passeggeri fermi alla stazione, che non salgono su nessun treno solo perché hanno dimenticato la loro destinazione (il loro destino). In loro c’è sempre una specie di enigma da penetrare, che non è l’esercizio intellettuale o ermetico (forse alchemico?) della Melancholia di Dürer, ma piuttosto quello metafisico o esistenziale, come nel De Chirico di Enigma dell’arrivo e della sera. Stanno al margine di una scacchiera vuota (abbandonata?) e hanno dimenticato le regole del gioco. O forse devono ancora inventarle.


Cracking Art

Spring Summer 2019

The Cracking Art movement was founded in 1993: The intention is to radically change the history of art through a strong social and environmental commitment that combined with the revolutionary use of plastic materials highlights the even closer relationship between natural life and artificial reality. The group’s choral dimension does not limit the individual expression of the individual voices: the artists also work independently interpreting, each according to their own needs, the problems and tensions of our time.

Chiara Del Maso

Fall Winter 2018-19

Chiara Dal Maso nasce a Thiene (VI) nel 1989. Da sempre ama creare immagini e sperimentare. Frequenta l’Istituto d’arte a Nove e successivamente Scuola Italiana Design a Padova. Conclusi gli studi intraprende diverse esperienze lavorative in Canada, Danimarca e Svezia, per poi trasferirsi a Milano dove da 4 anni vive e lavora come illustratrice e graphic designer. Nel 2016 fonda SuperUltraBlu per cimentarsi anche con video arte e motion design. Nel 2017 dà vita assieme agli amici disegnatori al collettivo Drinchendrò, con il quale organizza workshop ed eventi a tema illustrazione, principalmente a Milano. Inizia inoltre il progetto annuale “Everyday Distraction” (un disegno al giorno per un anno) con il quale realizza la sua prima mostra personale a Bologna, in occasione di Bilbolbul Festival. Ha collaborato con realtà come MiAmi Festival e AMA Music Festival. I suoi lavori sono stati pubblicati da molti siti e riviste tra cui It’s Nice That, So Young Magazine, PELO Magazine, Volve.

Nando Crippa

Fall Winter 2017-18

Modellare la terra per dar forma a figure è il gesto più presuntuoso che un uomo possa compiere. Credo sia proprio in questo gesto che si arriva davvero a comprendere perché nel vocabolario dell’arte è così importante la parola creazione. Il lavoro di Nando Crippa è il processo di sedimentazione di un immaginario collettivo che è passato attraverso le vergini di Willendorf o di Brassempouy, ma che si è anche caricato di un’iconografia della modernità che ritroviamo nelle pubblicità delle vecchie riviste. Le sue figure sono quasi sempre anche archetipi: le donne sono un po’ Eva e un po’ Penelope, ma non riescono a trovare fra le figure maschili i loro Adamo o i loro Ulisse. Non c’è, nei personaggi di questo artista, la follia di Don Chisciotte a sorreggere l’azione; sono passeggeri fermi alla stazione, che non salgono su nessun treno solo perché hanno dimenticato la loro destinazione (il loro destino). In loro c’è sempre una specie di enigma da penetrare, che non è l’esercizio intellettuale o ermetico (forse alchemico?) della Melancholia di Dürer, ma piuttosto quello metafisico o esistenziale, come nel De Chirico di Enigma dell’arrivo e della sera. Stanno al margine di una scacchiera vuota (abbandonata?) e hanno dimenticato le regole del gioco. O forse devono ancora inventarle.


Sonia Beriotto

Spring Summer 2017

Tatuatrice specializzata in tatuaggi tradizionali. Lavora presso il “Ladies&Gentlemen Tattoo Shop” di Vicenza. Julipet per San Valentino propone una capsule ispirata al mondo dei tatuaggi “traditional”: uno stile unico e riconoscibile con la collaborazione dell’artista. La proposta si articola intorno a capi homewear che coniugano stile e comfort. Una tuta girocollo con pantalone in contrasto blu, una felpa con cappuccio avvolgente e un pantalone jogging scelgono una personalizzazione fortemente caratterizzata e dall’alto contenuto moda. Completa l’offerta un boxer in popeline bianco arricchito da un cuore fiammeggiante per una romantica idea regalo pensata appositamente per la festa degli innamorati. Gli iconici tatuaggi sono stati disegnati dall’abile mano di Sonia Beriotto, rinomata tatuatrice vicentina.

Nando Crippa

Spring Summer 2017

Modellare la terra per dar forma a figure è il gesto più presuntuoso che un uomo possa compiere. Credo sia proprio in questo gesto che si arriva davvero a comprendere perché nel vocabolario dell’arte è così importante la parola creazione. Il lavoro di Nando Crippa è il processo di sedimentazione di un immaginario collettivo che è passato attraverso le vergini di Willendorf o di Brassempouy, ma che si è anche caricato di un’iconografia della modernità che ritroviamo nelle pubblicità delle vecchie riviste. Le sue figure sono quasi sempre anche archetipi: le donne sono un po’ Eva e un po’ Penelope, ma non riescono a trovare fra le figure maschili i loro Adamo o i loro Ulisse. Non c’è, nei personaggi di questo artista, la follia di Don Chisciotte a sorreggere l’azione; sono passeggeri fermi alla stazione, che non salgono su nessun treno solo perché hanno dimenticato la loro destinazione (il loro destino). In loro c’è sempre una specie di enigma da penetrare, che non è l’esercizio intellettuale o ermetico (forse alchemico?) della Melancholia di Dürer, ma piuttosto quello metafisico o esistenziale, come nel De Chirico di Enigma dell’arrivo e della sera. Stanno al margine di una scacchiera vuota (abbandonata?) e hanno dimenticato le regole del gioco. O forse devono ancora inventarle.

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